Stamattina c’è stato il primo incontro qui a Ginosa di Legalitria, tra i principali festival letterari antimafia d’Italia, nonché il più importante progetto lettura nazionale sulla #legalità, a cui abbiamo voluto aderire.
Insieme all’Assessore Vera Santoro e agli studenti del “Perrone’’ abbiamo ascoltato testimonianze e aneddoti, alcuni dei quali vissuti in prima persona, del giornalista Toni Mira, caporedattore di “Avvenire’’, che nel corso della sua carriera ha avuto modo di raccontare le mafie.
Fatti vissuti e poi descritti nei suoi articoli, oggi raccontati ai giovanissimi delle scuole superiori, che devono acquisire consapevolezza e conoscenza sul tema della legalità.
Nel corso del mio intervento ho parlato del progetto recentemente candidato al #PNRR, che mira a realizzare un centro protetto destinato alle donne vittime di violenza su un terreno confiscato alla criminalità organizzata. E il fatto che ci sia un suolo confiscato alla mafia, è già segno che persone appartenenti ad essa, con nomi e cognomi, erano presenti.
Tuttavia, è proprio quando nasce un progetto dedicato alla collettività su qualcosa che prima apparteneva alla criminalità, ma riempito di attività, opportunità e iniziative, che lo Stato e tutti noi vinciamo.
Sono certo che queste parole usate da Toni Mira, siano rimaste impresse a tutti gli studenti, così come è stato per me.
Ringrazio Toni Mira, il Dirigente Scolastico Vita Surico, il Direttore Artistico di Legalitria Leonardo Palmisano e la Consigliera Carmen Carlucci.